ATTIVITA' E INIZIATIVE

INCONTRO A ROMA

Programma Teach 19 dicembre ULTIMO

In data 19 Dicembre 2017 alle 15, presso l’Hotel Beverly Hills, in Largo Benedetto Marcello 20, si è tenuto il Workshop finale del progetto TEACHTogether for an Equal Accessible Higher education, cofinanziato dall’Unione Europea con il programma Erasmus+.

Il progetto è coordinato da Adiconsum in partenariato con UNISS – Università degli studi di Sassari e il prezioso supporto degli studenti del Politecnico di Milano.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, parti sociali, docenti universitari e studenti con i loro rappresentanti, per discutere e riflettere insieme sul tema del diritto allo studio, approfondendo gli aspetti e le problematiche maggiormente sentite ed attuali.

L’apertura dei lavori del workshop è stata effettuata da Mauro Vergari, responsabile comunicazioni e nuove tecnologie di Adiconsum, che ha introdotto brevemente l’iniziativa e il programma dell’evento.

A seguire, Paola Pendenza, Ufficio progetti di Adiconsum, ha presentato il progetto illustrando il programma europeo e l’azione chiave specifica di finanziamento unitamente alle relative priorità comunitarie. Sono state introdotte anche le motivazioni di Adiconsum nel promuovere un progetto sul diritto allo studio universitario nonché descritto brevemente il sistema del DSU: quali i servizi che dovrebbero essere garantiti e cosa accade in realtà nel contesto italiano, in rapporto anche alla media europea e dei paesi OCSE. In particolare, sono state descritte le specifiche attività e gli strumenti realizzati, mettendo a fuoco le principali criticità incontrate e i maggiori risultati raggiunti (Qui si può leggere la presentazione del progetto Teach).

Infine, sono stati presentati i risultati del sondaggio online condotto fra gli studenti, una delle azioni chiave del progetto, con il quale Adiconsum ha voluto rilevare i principali bisogni insoddisfatti dei giovani in materia di DSU. Per una sintesi dei risultati, è possibile scaricare l’abstract, il report e le slides di presentazione.

Successivamente, hanno preso la parola gli studenti dell’Università di Sassari (Giovanni Tanda e Giosuè Cuccurazzu, entrambi ex rappresentante degli studenti presso l’UNISS) e del Politecnico di Milano (Mauro Cicalò, rappresentante degli studenti del CCS Ingegneria gestionale), presentando la sintesi del lavoro di dialogo svolto con i decisori politici locali rispettivamente a Sassari il 27 novembre e a Milano il 1° dicembre scorso (leggi la relativa sintesi nella sezione “Attività e Iniziative”). Gli studenti relatori hanno presentato inoltre la situazione specifica della loro università e del contesto regionale in merito ai servizi e alle provvidenze facenti parte del sistema del DSU, puntualizzando le principali criticità e problematiche a cui far fronte e illustrando alcune buone prassi da prendere in considerazione, in particolare nell’università sarda.

Le due delegazioni dall’UNISS e dal Politecnico di Milano, coinvolte nei lavori di dialogo svolto con i decisori politici al livello locale e presenti al workshop, oltre che dagli studenti relatori, erano formate da rappresentanti di studenti al Senato Accademico e referenti di associazioni studentesche europee di provenienza delle suddette università.

Conclusi gli interventi degli studenti, Mauro Vergari  ha dato inizio alla seconda parte del workshop che ha previsto una tavola rotonda tra studenti e decisori politici, in cui sono intervenuti:

  • Francesco De Simone Sorrentino, Segretario Generale Nazionale CISL Università,
  • Massimo De Simoni, Ufficio di Presidenza del Partito Democratico Roma,
  • Liliana Ocmin, Responsabile Nazionale Dipartimento Politiche Migratorie Donne Giovani CISL,
  • Maria Elena Soddu, Responsabile Settore Diritto allo Studio, Attività Culturali e Comunicazione dell’ERSU Sassari,
  • Chiara Patricolo, Membro del Comitato esecutivo European Students Union – ESU,
  • Carlo De Masi, Presidente Adiconsum.

Alle discussioni sono stati invitati tutti i parlamentari della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera, che purtroppo non sono potuti intervenire in  quanto impegnati nelle operazioni di votazione della nuova legge finanziaria. Alcuni parlamentari però hanno voluto rilasciare un’intervista che è possibile scaricare nella apposita sezione online. Da menzionare, inoltre, che è stata inviata una lettera di richiesta di collaborazione e partecipazione alle attività del progetto anche alle principali istituzioni in ambito DSU come ad esempio a l’ANDISU, CRUI, CNSU, MIUR – Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca, CIMEA e ROARS.

Il primo ad intervenire su spunto del moderatore, Mauro Vergari, è stato Massimo De Simoni, rappresentante dell’Ufficio di Presidenza di Roma del Partito Democratico, che ha affrontato il tema dei servizi assicurati agli studenti universitari dalle regioni, evidenziando che in Italia  vi è un livello di qualità dei servizi a macchia di leopardo. De Simoni ritiene fondamentale, per garantire un livello di qualità dei servizi più omogeneo nelle diverse aree geografiche del Paese, prevedere una gestione delle politiche del diritto allo studio che non venga affidata prevalentemente alle regioni. 

Ha proseguito Francesco De Simone Sorrentino, Segretario Generale Nazionale CISL Università, puntando l’attenzione sulla funzione di ascensore sociale che, in teoria, l’istruzione dovrebbe avere ma che nella situazione attuale non riesce a realizzare.

Chiamata in causa, poi, Maria Elena Soddu, Responsabile in ERSU Sassari del Settore Diritto allo Studio, Attività Culturali e Comunicazione, illustrando le buone pratiche dell’Ente e gli ottimi risultati raggiunti anche grazie al loro lavoro di integrazione dei fondi pubblici nazionali destinati al DSU mediante anche fondi europei. La dott.ssa Soddu ha anche espresso la volontà dell’ERSU Sassari di voler fare ancor di più per garantire maggiori servizi e tutele agli studenti, nonostante quest’ultimi (tra cui i relatori presenti) siano già ampiamente soddisfatti del sistema in essere, vista la copertura totale delle richieste di borse di studio presentate.

E’ intervenuta alle discussioni, Chiara Patricolo, Membro del Comitato esecutivo European Students Union, illustrando le altre esperienze in Europa e i 3 principali  modelli di DSU: quello mediterraneo (il nostro), il modello anglosassone e infine quello scandinavo e dichiarando come il modello italiano sia attualmente in difficoltà nel garantire pienamente e realmente il diritto allo studio ai nostri giovani.

Infine, Liliana Ocmin, Responsabile Nazionale Dipartimento Politiche Migratorie Donne Giovani CISL, dopo aver ricordato insieme ai presenti la sua esperienza come giovane studentessa ed immigrata e le difficoltà che ha dovuto affrontare ha ribadito l’urgenza di porre al centro i giovani costruendo per loro un futuro certo attraverso incentivi concreti, come ad esempio avviene in altre nazioni, in cui la formazione universitaria è gratuita, situazione, ha riconosciuto l’Ocmin, impossibile da realizzare attualmente nel nostro paese ma chiedendo almeno il raggiungimento di una soglia maggiore alla “No Tax Area”, che dia la possibilità di beneficiarne ad una platea più ampia di giovani.       

Riprende la parola, Chiara Patricolo che, allacciandosi alla funzione di ascensore sociale dell’istruzione, richiamato precedentemente da De Simone Sorrentino, ha espresso le sue perplessità, in rafforzamento alle riflessioni degli altri relatori intervenuti, rispetto al sistema italiano del DSU e di come invece stia attualmente creando barriere economiche e sociali, con il risultato di avere un’università elitaria con studenti figli di laureati e quindi in buone condizioni economiche di partenza. A ciò si aggiunge, ha citato la Patricolo, il test d’accesso per iscriversi ad alcune facoltà, un ulteriore ostacolo nel già complicato e impervio percorso dei giovani che intendono iscriversi all’università.

Anche Giovanni Tanda e Giosuè Cuccurazzu (già rappresentanti studenti UNISS) riprendono la parola, evidenziando che il supporto al DSU deve essere sì garantito in maniera egualitaria a prescindere dalla regione e zona geografica in cui ci si trova ma il sistema deve essere declinato in base alle esigenze del contesto locale e regionale e delle sue specificità. La Sardegna, infatti, è una regione piuttosto rappresentativa delle aree geografiche che presentano maggiori criticità e rischio di esclusione sociale dei giovani e quindi il supporto pubblico va ancor più adattato e personalizzato.

I lavori sono stati conclusi da Carlo De Masi, Presidente Adiconsum nazionale che ha salutato tutti i partecipanti, in particolare i giovani studenti universitari presenti, gli organizzatori e quanti hanno collaborato, in particolare l’Università degli studi di Sassari, partner di progetto e gli studenti del Politecnico di Milano nonché i responsabili istituzionali e gli esperti, per il contributo alla interessante tavola rotonda appena conclusa.

Il Presidente ha voluto ancora una volta sottolineare l’impegno sociale e politico di Adiconsum, da sempre impegnata sulle tematiche del Welfare, nel portare avanti il progetto TEACH, in rappresentanza dei cittadini e dei loro diritti ed in attuazione dei valori di giustizia ed equità sociale.

E’ stato rinnovato l’impegno dell’associazione anche dopo la fine del progetto, nel continuare ad operare per stimolare il dibattito, facendo emergere buone prassi e modelli di intervento per la risoluzione delle criticità e i problemi irrisolti, dare voce agli studenti con le esigenze più sentite e le problematiche quotidiane che si trovano ad affrontare, realizzando occasioni di partecipazione democratica per i giovani e continuando ad offrire nuovi spazi di dibattito sul tema del DSU.

De Masi ha concluso mettendo l’accento sul diritto allo studio e sull’occupazione giovanile, che vanno considerati due capisaldi su cui è necessario e doveroso costruire il futuro del Paese.

Agli studenti universitari che hanno partecipato all’evento sono stati distribuiti vari materiali e gadget nonché consegnata gratuitamente la tessera di socio-amico di Adiconsum.

 

Documentazione consultabile:

 

ATTIVITA' E INIZIATIVE

INCONTRO A MILANO

Locandina Teach_MILANO ok

 

In data 1 Dicembre 2017 alle 18, presso il Politecnico di Milano, Piazza Leonardo da Vinci, si è tenuto un incontro tra studenti e decisori politici, nell’ambito del progetto “TEACH – Together for an Equally Accessibile Higher education” promosso da Adiconsum in partenariato con l’Università degli studi di Sassari e la collaborazione di alcuni studenti e docenti del Politecnico di Milano.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di studenti universitari, docenti, parti sociali, rappresentanti istituzionali e della politica regionale, come in particolare l’assessore all’urbanistica del comune di Milano, il dott. Pierfrancesco Maran; il referente dell’ufficio Mobility manager del Politecnico di Milano, Ing. Carlo Guareschi e il dott. Maurizio Zani, responsabile Diritto allo Studio del Politecnico di Milano.
Il segretario regionale della Lombardia e di Milano di Adiconsum, dott. Carlo Piarulli ha aperto i lavori introducendo il ruolo di Adiconsum nel progetto e le motivazioni che hanno spinto l’associazione a promuovere l’iniziativa.

A seguire, Mauro Cicalò, studente e rappresentante degli studenti CCS di ingegneria Gestionale presso il Politecnico e collaboratore del progetto, ha illustrato gli obiettivi e le attività dell’iniziativa, introducendo la tematica di discussione, ossia il Diritto allo studio – unione di fattori diversi, complicati, dipendenti da tematiche e territori specifici oltre che spesso dalla singola situazione personale – e ha focalizzato l’attenzione su due fattori, tra loro connessi e di grande rilevanza per il territorio lombardo e di Milano: i trasporti e le problematiche legate all’abitare. Cicalò ha anche fornito una serie di dati sul numero di studenti fuorisede (circa 60.000) e sulla loro precaria situazione. Si tratta, infatti, di studenti che spesso non vengono registrati ufficialmente perché non residenti, e senza diritto di voto. “La città negli ultimi anni è diventata attrattiva sia per chi studia sia per chi lavora, facendo crescere costantemente i prezzi degli affitti nella città. Da un po’ di anni c’è l’aumento esponenziale di chi cerca una camera in affitto o un appartamento in condivisione, piuttosto che affittare l’intero appartamento. Questo non fa altro che indebolire gli studenti che occupano così lo stesso mercato rispetto a chi lavora e quindi ha (mediamente) una maggiore disponibilità economica.”
Cicalò ha poi passato la parola all’assessore Pier Francesco Maran, assessore all’urbanistica del comune di Milano, per capire insieme se Milano sia una città universitaria o stia diventando una città più per chi può permetterselo.

Pier Francesco Maran ha descritto la situazione di Milano: “…il numero degli studenti universitari ha ormai superato il numero degli operai che quarant’anni fa popolavano la città. Milano è diventata così una città universitaria senza quasi volerlo, o senza rendersene conto”. In merito alla disponibilità degli affitti, Maran ha continuato dicendo che “abbiamo circa 2000 posti letto convenzionati (andremo a 4000 entro l’anno prossimo). Ed è vero che gli affitti universitari sono un problema (per la cronaca) solo quando escono quei due o tre articoli durante l’anno. Ma non è questo il modo giusto per affrontare il problema”.
L’assessore ha parlato di un’esigenza di mercato, con una moltitudine di attori che operano secondo programmi diversi (affitti a breve termine, lungo termine, Airbnb o anche chi decide  di tenere la casa vuota per motivi di “salvaguardia di patrimonio”) e della necessità di discutere in generale del problema degli spazi nella città di Milano, spazi intesi come edilizia e come Residenze Universitarie, per poter dare una chiave diversa di lettura, che non sia quella di costringere il mercato ad adeguarsi a degli standard che sono fuori dalle sue esigenze.
Maran si è, infine, soffermato sul motivo principale della sua presenza all’incontro, ossia “ascoltare le esigenze e spronarvi a dar sfogo ai vostri bisogni; ma non in quanto singoli o in quanto singola Università, ma come gruppo unico e omogeneo, come massa critica“. Maran, infatti, denuncia la mancanza nelle discussioni sulla città fatte nei luoghi ad essa dedicati, della voce degli studenti e dei loro rappresentanti, con le loro necessità ed esigenze.
Dopo l’intervento dell’assessore Maran, il referente dell’ufficio Mobility management del Politecnico di Milano, l’Ing. Carlo Guareschi ha preso la parola presentando il lavoro svolto negli ultimi anni dal gruppo Mobility Management non solo per il Politecnico di Milano ma anche in collaborazione con le altre università di Milano e le altre realtà nazionali. Il Mobility manager è una figura fondamentale, in quanto è responsabile della mobilità dei dipendenti o nel caso universitario anche degli studenti.
L’ing. Guareschi ha illustrato il sondaggio realizzato lo scorso anno per capire quali fossero le esigenze e le usanze degli studenti del Politecnico di Milano, evidenziando alcuni dei dati interessanti emersi dall’analisi, come per esempio che tra i motivi principali del “non uso dei servizi di bike sharing” c’è il fatto che l’utente (sia studente che docente) non possegga una carta di credito, motivo che porterebbe, secondo una stima, ad incrementare il numero degli utenti del servizio. Anche perché non sono pochi gli utenti che compiono tratte brevi, che ipotizziamo quindi possibili con mezzi come le bici. Guareschi spiega ancora: “Ogni anno come ufficio tecnico abbiamo un tavolo sulla mobilità (di solito durante la settimana della mobilità sostenibile) dove cerchiamo insieme alle altre università di trovare soluzioni per possibili convenzioni con enti o aziende che si occupano di trasporti”.
Tra i risultati che il Mobility Manager sottolinea – frutto della capacità dell’Ateneo di fare gruppo con le altre Università Milanesi e nazionali attraverso la collaborazione tra i Mobility manager universitari, c’è la convenzione con i servizi di car sharing (in partenza a gennaio) e un tavolo di lavoro con Trenitalia (in via di definizione).

A seguire, Cicalò lancia una breve sessione di Q&A:

Andrea Limonta (senatore accademico Politecnico): “Il quadro normativo e le tipologie di contratti possono essere un danno alle esigenze degli studenti? Considerando che a Milano il contratto a canone concordato è in netta minoranza rispetto al 4+4 classico; mentre avviene l’opposto in altre città universitarie.”
Maran: “A livello nazionale si considera il contratto 4+4 come se dovesse essere la norma. La verità è che il mercato si muove molto più velocemente e ha delle esigenze diverse rispetto alle normative pubbliche. È quindi possibile che il contratto a canone concordato non sia molto utilizzato perché ci sono delle esigenze di salvaguardia del patrimonio, sia perché molti proprietari decidono di vendere e loro abitazioni per affitti brevi (tipo Airbnb). Questo comporta e ha comportato in questi anni la mancanza di crescita di offerta rispetto ad una domanda costante e in salita. D’altra parte c’è un gran numero di appartamenti sfitti che come comune e istituzioni dobbiamo gestire. Per questo abbiamo bisogno anche dell’aiuto di voi studenti e delle vostre idee, oltre che esigenze e punti di vista.”

Carlo Giovani (senatore accademico): “Esiste un piano politico per le residenze? E, dato quello che ha detto sule esigenze di ascolto di noi studenti, quali sono gli spazi (istituzionali e non) dove possiamo partecipare?”

Maran: “Poco prima ho invitato i rappresentanti a farsi sentire maggiormente riguardo le questioni urbanistiche, cercando di far giungere ai tavoli decisionali la loro voce. Sarebbe importante che questa fosse inoltre maggiormente ascoltata, cercando da parte di chi organizza un maggior coinvolgimento di tutti gli stakeholders, atto a poter avere una visione completa e poter prendere le scelte considerando tutte le richieste che pervengono. Per quanto riguarda le residenze il comune di Milano non ha attuato una strategia unica ma ha lasciato che i vari Atenei sviluppassero la propria visione di residenze studentesche e progettassero pertanto secondo questa. Alcuni Atenei (come la Bocconi) hanno pensato di soddisfare a breve la propria domanda, altri sono più indietro. Come comune, tuttavia, stiamo collaborando per identificare negli spazi e nelle zone libere nel territorio comunale zone valide per progetti di edilizia studentesca.”

Rossella Silvestri (studentessa architettura): “Per quanto riguarda il bikemi, ora che ci sono altre aziende private che forniscono un servizio simile e non richiedono la carta di credito, si pensa di togliere il vincolo anche per il servizio del comune?”

Maran: “La criticità maggiore sta nel piano politico. La politica aziendale di Ofo e mobike (che ricevono ingenti finanziamenti pubblici dal governo Cinese) non è quella di generare profitto, quanto quella di promuovere e occupare il mercato. Bikemi ha delle esigenze di sopravvivenza e di crescita costante sul lungo periodo. Quante volte avete sentito di bici di queste due aziende private che sono state vandalizzate? Chi paga per queste bici? Esiste un sistema di penali adeguato? La risposta ad oggi è no, per questo abbiamo ancora necessità di garanzie economiche oltre che i documenti di chi si iscrive al servizio.” 

Annalisa Aste (studente di ingegneria energetica): “La mia domanda riguarda le residenze, esiste un piano politico che possa garantire un prezzo pieno delle residenze che sia più basso del mercato? (per chi ovviamente non riceve le agevolazioni previste dal bando DSU) Ovvero esiste una volontà di cercare di abbassare il prezzo di mercato?” 

Prof. Zani: “Prima di tutto, ci tengo a precisare che non fa parte del mio compito. Tuttavia non è possibile gestire in questo modo le residenze, considerando che quasi il 50% sono alloggi a prezzi agevolati, e che la gestione è data ad aziende esterne. Bisogna poi considerare gli aumenti costanti di fondi che il Politecnico sta mettendo di tasca propria per coprire le Borse di Studio che la regione non copre. Da tanto tempo abbiamo deciso di dare a tutti gli idonei la borsa di studio adeguata, pur dovendo utilizzare fondi dell’ateneo (cosa che non avviene per tutti gli atenei italiani, anzi). Negli ultimi anni la percentuale di idonei è cresciuta notevolmente, ma l’aumento di fondi statali e regionali non è stato proporzionale alla crescita. Io purtroppo non posso che utilizzare i fondi che ho, anzi vi inviterei a ragionare su quanto sia sostenibile, sul lungo periodo, questo sforzo.”

Giancarlo Bassi (studente di ingegneria gestionale): “Per quanto riguarda il trasporto ferroviario regionale non esiste ad oggi uno sconto studenti. Avete provato a chiederlo? Cosa vi hanno risposto?”

Guareschi: “Abbiamo provato più volte ma senza risultati soddisfacenti a chiedere all’assessore regionale ai trasporti e ai manager di Trenord la possibilità di istituire una convenzione studenti sui trasporti regionali. Ultima risposta che abbiamo ricevuto è stata qualche settimana fa, che ci dava la possibilità di istituire una convenzione studenti a patto, però, che gli atenei si impegnassero a pagare di tasca loro lo sconto applicato. Potete capire da soli la risposta che noi Politecnico (e le altre università milanesi) hanno dato. Tuttavia siamo fiduciosi che attraverso un continuo lavoro di “lobbying” e come gruppo di Università riusciremo presto ad avere risultati, quello che abbiamo fatto in questi anni è la prova. Anche se, ovviamente, bisognerà fare i conti con chi ha l’effettiva possibilità politica di cambiare.”

Conclusione dell’incontro alle 19:40 attraverso i ringraziamenti agli ospiti e a tutti gli studenti partecipanti.

 

 

ATTIVITA' E INIZIATIVE

INCONTRO A SASSARI

Locandina Teach_SASSARI ok

In data 27 Novembre, presso il Dipartimento di Scienze politiche, Scienze della comunicazione e Ingegneria dell’informazione di Sassari, si è tenuto l’evento “E tu hai diritto allo studio?”, parte del progetto nazionale “TEACH – Together for an Equally Accessibile Higher education” promosso da Adiconsum e coordinato, per la parte svolta a Sassari, dal prof. Francesco Soddu, docente di Storia delle istituzioni politiche presso l’UNISS.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di studenti universitari, docenti, parti sociali, stakeholders, rappresentanti istituzionali e della politica regionale. Dopo una breve introduzione del prof. Soddu, che ha portato anche i saluti della  direttrice del dipartimento, prof.ssa Antonietta Mazzette, il presidente regionale di Adiconsum ha illustrato il progetto TEACH e gli intendimenti con cui l’associazione di difesa dei consumatori promossa dalla Cisl lo ha promosso, soffermandosi in particolare sull’utilità ed il significato del questionario on line veicolato attraverso il sito web del progetto. Successivamente, due associazioni universitarie (Associazione Scienze Politiche e European law students’ association) e tre diversi gruppi di studenti hanno presentato cinque elaborati, riguardanti tematiche inerenti il diritto allo studio universitario:

La presentazione delle relazioni ha dato vita, come programmato, a interventi mirati in base ai contenuti delle stesse, facendo si che le parti coinvolte rispondessero alle domande degli studenti in base alle tematiche esposte.

Tra gli interventi programmati, di particolare rilievo è stato l’intervento della Dott.ssa Federica Laudisa, sociologa, facente parte dell’Osservatorio regionale per il diritto allo studio del Piemonte. La dott.ssa Laudisa ha fornito alla platea, con l’ausilio di slides, alcuni dati significativi sulla qualità dei servizi, legati al diritto allo studio, nazionali, comparati con i dati degli altri Stati europei.

Si è successivamente proceduto con l’analisi della realtà sarda, grazie all’ausilio dei dati aggregati forniti dagli enti regionali per il diritto allo studio universitario. In seguito sono state presentate, dai co-organizzatori dell’evento, i dottori Giosuè Cuccurazzu e Giovanni Tanda, ulteriori due relazioni.  La prima, dal taglio storico, relativa al trasferimento delle competenze in materia di assistenza scolastica, dallo Stato alle Regioni, alla nascita degli enti strumentali e delle aziende regionali fino al dibattito attuale sulla riforma della governance degli enti; la seconda, invece, ha analizzato la realtà dei giovani in Italia, fornendo i dati sui tassi di istruzione e disoccupazione suddivisi per fasce d’età. In particolare si è soffermata sulla categoria chiamata Neet e le cause scatenanti di questo fenomeno, ricondotte al rapporto tra investimenti pubblici, sistema di istruzione e mercato del lavoro nella regione Sardegna.

Di particolare importanza sono stati gli interventi dei consiglieri regionali, on. Salvatore Demontis e on. Roberto Deriu, i quali si sono confrontati in particolare rispetto al tema dei trasporti e della riforma degli Ersu, esponendo i provvedimenti in discussione nell’assemblea regionale.

Un importante contributo è stato dato dal Dott. Dario Cuccuru, segretario particolare dell’assessore regionale per la pubblica istruzione, che ha riportato il quadro generale delle politiche attive in materia. Relativamente alla qualità e alle problematiche dei servizi erogati a favore degli studenti dell’Ateneo di Sassari, hanno portato il loro contributo al dibattito il dott. Antonello Arghittu e il prof. Ciriaco Carru, rispettivamente direttore generale e membro del Cda dell’ente regionale per il diritto allo studio di Sassari. Infine, il rappresentante della Confindustria Nord Sardegna, dott. Roberto Chironi, ha ribadito la sua disponibilità a ulteriori confronti con gli studenti per i problemi relativi all’inserimento nel mondo del lavoro.

Relazione dell’incontro