Il progetto

Il progetto TEACH nasce dal bisogno di coinvolgere più attivamente i giovani italiani nel processo decisionale inerente le politiche per la cultura e l’occupazione ed in particolare le politiche per il Diritto allo Studio, che  si concretizza in un sistema di servizi e provvidenze tese a garantire uguaglianza di opportunità  nell’accesso all’istruzione superiore e supporto all’inserimento nel mondo del lavoro tramite il collegamento tra università e imprese.

Il progetto intende offrire, tramite incontri dal vivo e online tra studenti universitari, istituzioni competenti , parlamentari, stakeholders ed esperti del settore, un contributo al confronto tra le posizioni, le competenze e gli interessi in causa, realizzando occasioni di partecipazione democratica per i giovani e creando nuovi spazi di dibattito sul tema.

In coerenza con le priorità tematiche stabilite a livello europeo, i temi dell’inclusione sociale saranno focalizzati nei loro riflessi pratici in termini di strumenti per il Diritto allo Studio Universitario, con particolare riferimento alle fasce sociali ed ai gruppi svantaggiati, nonché alle aree geografiche che presentano maggiori criticità e rischio di esclusione sociale dei giovani.

Adiconsum, con il presente progetto, intende ribadire e concretizzare il suo impegno sociale e politico in rappresentanza dei cittadini ed in attuazione dei valori di giustizia ed equità sociale, contribuendo alla definizione di percorsi virtuosi coerenti con gli obiettivi del Processo di Bologna, in direzione di “un’Europa della Conoscenza”.

Gli attori istituzionali e il mondo studentesco, ma anche le organizzazioni della società civile come Adiconsum, sono impegnati in un dibattito sulla riforma delle politiche per il diritto allo studio ed in particolare sulla definizione dei LEP, i Livelli Essenziali delle Prestazioni tesi a garantire un minimo di uniformità nel riconoscimento del diritto, che dalla Riforma Gelmini e dalla delega esercitata successivamente dal Governo con il d.lgs 68/2012 è stata più volte rinviata e ancora non trova attuazione. La riforma dell’ISEE del 2015 ha poi inciso in modo significativo su ampie fasce della popolazione, che prima potevano accedere a benefici ed oggi se ne vedono escluse, con il concreto rischio di farci assistere ad un ulteriore rallentamento dell’Italia rispetto al progresso nell’istruzione superiore degli altri paesi.

Legge nel “Rapporto sulla situazione studentesca” del 2015 curato dal CNSU, il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (relazione prevista dal DPR n.491 del 1997): “Si evidenzia come ancora oggi sussista la figura dello studente “idoneo non beneficiario”, cioè colui che pur rientrando a tutti gli effetti nei requisiti di reddito e di merito per ricevere sostegno da parte dello Stato […]  a causa dei numerosi de-finanziamenti al sistema universitario e alle Regioni non ha accesso a tali incentivi. […] Inoltre si evidenzia come ancora oggi il sistema di Diritto allo Studio, delegato alle Regioni, veda una forte disparità di trattamento da regione a regione”. Il Rapporto Eurostudent del 2015, curato dal CIMEA in collaborazione con l’ufficio di statistica del MIUR, riferisce che “Negli anni post-Riforma si registra una forte crescita della quota di pendolari, che diventano la maggioranza assoluta degli studenti. […] La percentuale di coloro che usufruiscono di alloggi DSU rimane sostanzialmente stabile e cronicamente bassa rispetto alle medie europee”.

Il progetto è condotto in partnership con l’Università di Sassari, Facoltà di Scienze Politiche, per una serie di ragioni legate alla specifica expertise posseduta, al profondo interesse  del Dipartimento interessato per la materia, alla possibilità per gli studenti coinvolti di comprendere il legame tra lo studio teorico del sistema politico e del processo legislativo e gli effetti concreti di quelle politiche sul proprio vissuto personale di cittadini e destinatari.

università della Sardegna sono state inoltre al centro, nell’ultimo anno, di manifestazioni e proteste degli studenti, guidati dalle loro associazioni, proprio in relazione alla percepita inadeguatezza dei servizi e delle provvidenze del sistema DSU locale, la cui dotazione di bilancio non permette di accogliere tutte le domande degli studenti idonei per requisiti di merito e reddito. La Sardegna è anche piuttosto rappresentativa della condizione di isolamento geografico e di difficoltà economica sperimentate da ampie zone dell’Italia Meridionale e Insulare, con conseguenze dirette sull’effettiva possibilità di garantire agli studenti equo accesso all’istruzione universitaria che desiderano intraprendere.